- Pubblicato Martedì, 01 Dicembre 2009 12:23
- Categoria: Young life
- Scritto da Giuseppina Iacovelli
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L'Aids è una piaga della società moderna, letteralmente essa è una sindrome di immunodeficienza acquisita, ovvero una malattia infettiva virale altamente letale che colpisce il sistema immunitario, determinando, tra l'altro, immunodepressione e gravi infezioni causate dal brutto vizio di esporsi troppo, e, con molta facilità, in certe situazioni.
Nel nostro Paese, dall'inizio dell'epidemia ad oggi si sono registrati ben 58 mila 400 casi di AIDS. Tra questi i decessi sono stati 35 mila 300. Dal 1995, ad oggi si è passati dai 5 mila 600 casi di malattia conclamata ai circa 1200 attuali. Stessa situazione si rileva per i sieropositivi, che sono circa 120mila. Questo numero tende ad aumentare lievemente, in quanto ogni anno si verificano circa 3500-4000 nuove infezioni che si vanno a sommare alla gran parte di quelle acquisite e registrate negli anni precedenti: l'aumento della sopravvivenza delle persone sieropositive, comporta un relativo aumento del numero di infetti a livello del territorio nazionale.
I dati evidenziano un cambiamento delle caratteristiche delle persone infette o con AIDS; infatti diminuiscono i tossicodipendenti mentre aumentano le persone che hanno acquisito infezione per vie sessuali (sia etero che omo/bisessuale) e gli stranieri. Aumenta anche l'età delle persone colpite che, per i casi di AIDS, supera, ormai, i 40 anni di media. Si sottolinea, inoltre, che oltre il 60% dei casi di AIDS si verifica in persone che hanno fatto terapie antiretrovirali prima della diagnosi. Ciò è dovuto perlopiù al fatto che sempre più persone (oltre il 50%) scoprono di essere sieropositive a ridosso della diagnosi di malattia conclamata, sottovalutando gli effetti che essa può portare.
L'Aids ha cambiato i costumi sessuali degli ultimi quindici anni, nei i giovani e nei meno giovani. Sicuramente le campagne di prevenzione e l'utilizzo del profilattico hanno portato ad una visione della sessualità più responsabile e alla riduzione di altre malattie trasmissibili attraverso le stesse vie. Esistono però anche i problemi generati dalle campagne di informazione, spesso condotte al limite del terrorismo e allontanate troppo dalla realtà. Come osservatori di un fenomeno di indubbio interesse sociale che riguarda soprattutto gli stili di vita dei più giovani possiamo denunciare diverse realtà e i dati di fatto che ostacolano la ricerca alla cura della malattia: come il poco denaro donato alla ricerca per risolvere questa situazione, oppure la poca informazione tra i giovani che strumentalizzano la malattia per criminalizzare gli omosessuali o altre minoranze portatrici di comportamenti giudicati "devianti".
Ogni anno, il 1° dicembre, ricorre la Giornata Mondiale contro l'Aids. Essa è dedicata a sensibilizzare la coscienza per "l'epidemia mondiale" di Aids, dovuta alla diffusione di HIV. La data della ricorrenza è stata scelta in quanto il primo caso di Aids è stato diagnosticato il 1° dicembre 1981. Da allora l'Aids ha ucciso 25 milioni di persone, diventando una delle epidemie più distruttive che la storia ricordi. L'idea della Giornata Mondiale contro l'Aids ha avuto origine al summit mondiale dei ministri della Sanità sui programmi per la prevenzione dell'Aids del 1988 ed è stata in seguito adottata dai governi, organizzazioni internazionali ed associazioni di tutto il mondo.
Pubblicato su Schiamazzi n.6/dicembre 2008















































