Il culto di San Michele a Cagnano Varano

Grotta di San Michele a Cagnano Varano

Come ogni anno, il mese di maggio vede Cagnano Varano agghindarsi di luci in occasione della celebrazione dei santi patroni San Michele e San Cataldo. Una festività che ricorre l'8, il 9 e il 10 maggio, con cadenza annuale. Meta di punta di numerosi fedeli è la Grotta di San Michele, a cui appunto è dedicata. Situata a meno di 1 Km dalla riva meridionale della laguna di Varano, la "grotta" è facilmente raggiungibile anche a piedi, tanto che nel giorno dedicato al Santo, l'8 maggio, una copiosa peregrinazione di fedeli vi giunge mossi da interessi religiosi e non solo. La grotta vanta una suggestiva e odorosa cornice naturalistica e paesaggistica in cui il sacro e il mistico trovano il loro incastro perfetto. La cavità di natura carsica, lunga circa 52 metri e alta dai 3 ai 7, è esposta a sud e si affaccia sul canale di San Michele e su Valle dell'Angelo. Ad accogliere i fedeli all'ingresso è una nicchia al cui interno giace la statua del Santo, tarda rispetto a quella precedente datata 1631, purtroppo depredata. Un barlume fioco, un profondo silenzio ci accolgono. Le pareti carsiche creano suggestivi giochi di forme e colori, in cui le sfumature di verde si alternano al grigio e al bianco delle parti rocciose meno esposte alla luce solare. Una luminosità maggiore sovrasta la penombra. È quella dell'altare illuminato che, sul fondo della grotta, custodisce la scultura dell'Arcangelo, fedele copia di quella che si venera a Monte Sant'Angelo. Il Santo è raffigurato con in mano una spada. È la rappresentazione del Bene, appunto l'Angelo, che vince il Male, il demonio, che sembra perire sotto ai suoi piedi. Sulla parete destra, resti di pittura di epoca imprecisata lasciano intendere l'immagine dei Quattro Evangelisti, dei Tre personaggi aureolati, il Cristo al centro con una tunica rossa squamata, un monaco che regge un libro, probabilmente Pacomio monaco basiliano e di un’ incerta figura, forse Santo Stefano, e della Madonna col bambino. Nel maggio 2002 una nuova apparizione. Le conformazioni della roccia calcarea svelano ai fedeli l'immagine di San Pio da Pietrelcina. Non sarà mica legato al fatto che il padre è passato di qui durante il secondo conflitto mondiale? Ma è il significato che la "grotta" racchiude ad accrescere la devozione dei fedeli per il Santo. Si narra che dopo essere fuggito da San Marco, l'Arcangelo sia passato di qui, lasciando sulla parete destra le impronte del suo cavallo e su quella sinistra quelle dell'ala, oggi ben visibili. Ripartito per Monte Sant'Angelo, dove avrebbe trovato la sua fissa dimora, si fermò ad abbeverarsi nel luogo in cui oggi sorge una fontana che prende il suo nome. "S'inginocchiò, posò le mani a terra per avvicinarsi con la bocca come per cercare l'acqua, quando all'improvviso sgorgò per davvero dalla roccia acqua fresca e pura". Giunto in un bosco, compì un nuovo miracolo, trasformò una pozzanghera in una piscina, oggi nota come Piscina di San Michele. La scelta dell'8 maggio non è casuale, è legata alla transumanza. In questa data le greggi risalivano le montagne dopo essere scese in pianura il 29 settembre, altra data in cui ricorre la festività del Santo. È per questo motivo che Cagnano istituisce in quei giorni la fiera del bestiame. Per volontà del decurionato e della confraternita di San Cataldo, nel XIX secolo, il Santo divenne protettore dei cagnanesi insieme a San Cataldo.