- Pubblicato Domenica, 25 Aprile 2010 18:58
- Categoria: Politica
- Scritto da Valerio Tenace
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Quest'anno, più delle altre volte, abbiamo assistito ad una campagna elettorale molto accesa. Il panorama politico di Cagnano è notevolmente cambiato, nuovi gruppi di persone si stanno affacciano sulla scena politica: c'è aria di cambiamento.
A discapito di quanto potrebbe sembrare, la vittoria di misura di Tavaglione su Costanzucci (solamente 42 voti di differenza, ndr) è molto significativa. Sta a significare che è in atto un'inversione, un lento cambiamento che pian piano potrebbe portare al tanto agognato ricambio generazionale della classe politica. Un ricambio necessario affinché si completi l'inversione di tendenza, affinché la politica diventi un'affare che coinvolga tutti. Purtroppo Cagnano rispecchia appieno quello che è l'Italia, ossia una nazione passiva, un paese in cui i cambiamenti non avvengono finché la popolazione non è completamente spalle al muro. Probabilmente, a Cagnano, succederà proprio questo dal momento che a guidare l'amministrazione ci saranno le stesse persone che hanno monopolizzato la scena politica negli ultimi 20 anni lasciando la popolazione a marcire in un humus cultural-sociale sterile. Speriamo, perlomeno, che il gruppo di opposizione rappresenti degnamente la parte di Cagnano che ha voglia di far sentire la propria voce.
Negli ultimi mesi abbiamo assistito ad un mescolarsi di colori politici senza precedenti: abbiamo visto movimenti di destra unirsi a movimenti di sinistra (PD e PdL si sono presentati insieme alle amministrative, ndr) e liste civiche mascherate da partiti (il lato oscuro di SeL insieme alla lista fantoccio di Tancredi). In tutto ciò gli unici a rimanere coerenti sono stati i rappresentanti di Rifondazione Comunista, i quali, però, non hanno ottenuto nessun seggio in consiglio. Tutto questo minestrone di colori politici ha portato ad una gran confusione; confusione generata appositamente affinché le vecchie volpi potessero battere gli avversari nella corsa all'ultimo voto.
L'unica cosa certa è che a pagarne le conseguenze sono stati, manco a dirlo, le nuove forze scese in campo nella politica cagnanse. Mi riferisco, in particolare, a Matteo Pelusi rappresentate di SeL (quella vera, cioè di quel movimento che ha davvero a cuore le sorti del nostro territorio). Nonostante sia appena entrato sulla scena, Matteo si è già dimostrato molto attivo ed intraprendente. Qualche tempo fa, proprio sulle pagine di questo sito, ha comunicato la creazione di una tavola rotonda apartitica finalizzata alla tutela e alla gestione ponderata delle risorse del territorio. Il 6 Aprile c'è stata la prima riunione del direttivo e proprio lì ho colto l'occasione per fargli un po' di domande.
Si è appena conclusa una prima riunione organizzativa della Tavola Rotonda. Quali sono le tue prime impressioni?
Cagnano è un paese difficile, spesso troppo diffidente. Ma questa idea si sta sviluppando bene, ci crediamo. È importante poter alimentare certe sensibilità. Penso alla tutela del territorio, del nostro ambiente, ma anche alla necessità di recuperare una coscienza di comunità da troppo tempo persa. Pensare politiche ambientali e di recupero e sviluppo ecosostenibile è un impegno importante che necessita del più ampio e convinto coinvolgimento dei cagnanesi. Soprattutto l'entusiasmo dei più giovani sarà fondamentale per trascinare il paese in questo esperimento straordinario di partecipazione diretta. Nell'aria si respirano buone e solide intenzioni, per questo non posso che aver avuto impressioni positive.
Abbiamo deciso di partire il prima possibile, probabilmente prima dell'estate. Ma poi ve ne accorgerete...
In una tua dichiarazione hai affermato che il vostro "desiderio è di iniziare un modo pulito, nuovo, efficace di approcciarsi alle questioni importanti di Cagnano, di fare Politica per trovare soluzioni andando al di là degli schieramenti e delle beghe personali". Considerando il fatto che siamo a Cagnano Varano, queste parole sembrano rivoluzionarie. Sei certo che la popolazione sia pronta ad affrontare un tale cambiamento, un tale salto di qualità?
Non sono le parole ad essere rivoluzionarie, ma la volontà di cambiamento che è già forte e inarrestabile a Cagnano. Non c'è più tempo per restare fermi, non c'è più tempo per lamentarsi. È il momento di pensare e agire. Affrontare le questioni per farne occasione di crescita, culturale innanzitutto, poi sociale ed economica. Questo manca a Cagnano, ai nostri paesi. Dobbiamo recuperare quella solidarietà, quello spirito collettivo di appartenenza e di rispetto per il "nostro di tutti" che non abbiamo più. I vecchi politici e politicanti di Cagnano non hanno colto questa esigenza, la maggior parte del paese si. Lo ripeto, siamo partiti. E lo faremo con la società civile, senza partiti perché la Tavola Rotonda sarà libera.
In una tua presentazione del progetto affermi che "La Tavola Rotonda Permanente cercherà di elaborare in modo consapevole, informato e condiviso quelle politiche ambientali e di sviluppo ecosostenibile di cui il nostro territorio ha urgente bisogno". In che modo riuscirete ad espletare tale compito? In particolare, cosa farete se le future amministrazioni si dovessero rivelare non collaborative?
Quando a sollevare una questione è una persona sola, forse nessuna amministrazione lo prenderà sul serio. Quando più persone chiederanno la stessa cosa, allora sarà dura per l'amministrazione fare orecchie da mercante.
Spazieremo dalle proposte ai movimenti d'opinione, cercheremo sempre il confronto. Chi non collaborerà coi cittadini paleserà la sua natura e ne pagherà le conseguenze.
Come intendete pubblicizzare il vostro operato? Ossia, attraverso quali canali riusciremo a seguire le vostre iniziative?
Troveremo una sede fisica per Cagnano, ma sarà importante anche internet. Vogliamo che tutti sappiano perché tutti devono poter contribuire. Siamo tanti a stare via, per lavoro e per studio. Anche in questo, chi amministra Cagnano, dimostra e ha sempre dimostrato scarsa sensibilità. Basta vedere il sito istituzionale del comune. Per fortuna ci siete voi!
Si sono da poco concluse se elezioni, dunque una domanda sullo stato politico delle cose è d'obbligo. Qual è la situazione attuale, ossia dopo le elezioni, all'interno di SeL a Cagnano Varano? Che aria si respira?
Tira un'aria che non mi piace. Si sentono voci, niente di più. Alcuni le sparano grosse sui monocolori elettorali o sui governi monocolore. L'unica cosa certissima è che un circolo Libero di SEL ci sarà, vivrà ancora. O meglio, l'anima genuina che crede in un modo nuovo di fare politica continuerà ad esistere, a pulsare. Ed è e sarà sempre in antitesi e in contrapposizione alle politiche che hanno distrutto Cagnano, il suo lago, il suo territorio e le sue spiagge. Sarà sempre contrario a chi preferisce che a Cagnano non cambi nulla, perché così si può tiranneggiare liberamente.
Nella tua lettera di denuncia hai scritto: "Sapere che alcuni 'notabili' di Cagnano vogliono imporre una certa candidatura è per noi un dramma. Per noi, nemmeno interpellati e nettamente contrari, sarebbe moralmente e politicamente sbagliato accettarla perché vorrebbe dire permettere a certi personaggi dal fare poco democratico di decidere del bello e del cattivo tempo nel nostro partito. [...] Sarebbe il trionfo del vecchio, sarebbe la solita politica dei salotti e delle decisioni di palazzo a farla franca. Io non ci sto, la Cagnano libera non ci sta, il circolo libero di Sinistra Ecologia Libertà di Cagnano Varano non ci sta". Dunque la candidatura di Di Pumpo è stata un'opera di pura violenza ideologica?
È stata opportunità elettorale, politica.
Sempre nella tua lettera scrivi, "Se Prodi e Berlusconi avessero stretto un patto elettorale si sarebbe parlato di attacco al sistema democratico". Com'è allora possibile che quasi metà della popolazione abbia deciso di dar fiducia a questo "patto antidemocratico"? C'è forse una lacuna nel senso critico della gente?
Il senso critico c'è stato se pensi che lo "strano duo" si aspettava quattromila voti al comune e altrettanti, se non di più, alla regione. In più tanti fuori sede non hanno votato perché sarebbero tornati qualche giorno dopo per le feste di Pasqua. Il patto è stato sostanzialmente punito dalla maggior parte. Del resto è stato un patto assurdo, non politico, non programmatico. Tavaglione voleva vincere e l'unico modo per farlo poteva essere questo. Ci è riuscito perché dall'altra parte ci si è mossi troppo tardi, soprattutto non c'è stato spazio per creare un'alternativa forte, un'identità. Adesso bisogna partire dal fatto che più della metà dei cagnanesi non ha votato per l'attuale amministrazione, bisogna rimboccarsi le maniche e aprire un cantiere nuovo che sia più grande e più spostato verso le esigenze reali di Cagnano, che sia alternativo sulle grandi questioni, che sia chiaro sulla strada da seguire e che tenda la mano a chi questo paese lo deve migliorare: noi giovani."
Ringrazio personalmente Matteo Pelusi per aver dedicato un po' del suo tempo per far conoscere le proprie iniziative e le proprie opinioni al resto della popolazione. Una rara qualità in un politico.
Passiamo parola.
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