Broken Cords: dal Living Festival alla Liguria
- Pubblicato Martedì, 19 Ottobre 2010 21:15
- Categoria: Spettacoli / Eventi
- Scritto da Giuseppe Miucci Emanuele Sanzone
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Un gruppo di ragazzi s’incontra e, appassionati di musica, iniziano a seguire un sogno. Nel 2006 registrano il loro primo demo: Fairy’s sound. Il gruppo suona tre brani indie-rock in inglese. Il demo verrà pubblicizzato tramite dirette radiofoniche, articoli su quotidiani locali e un’intensa attività live.
Nel febbraio del 2007 registrano il loro primo pezzo in italiano: Le maschere che porto. Nel mese di aprile sullo stesso brano viene prodotto un videoclip musicale con la regia di Alessandro Caldarola e Chiara Magrone disponibile su Youtube. Nell’ottobre del 2009 lavorano a un progetto teatrale ambizioso: cercare di esprimere il loro modo di vedere le relazioni personali, il modo di approcciarsi al mondo tramite i principali mezzi artistici : la musica, la danza, il cinema, la poesia. E poi la fatidica sera del 3 agosto, quando a Cagnano in una Piazza Giannone gremita di gente si esibiscono- dopo essersi esibiti a Ischitella- conquistando il pubblico, la giuria tecnica e alla fine della serata vengono proclamati vincitori. Sono i Broken Cords, un gruppo proveniente da Terlizzi che con "L’incontro" ha vinto il Cagnano Living Festival 2010. Eppure non è il primo concorso che vincono. Nel 2009 hanno vinto il “Krimisas’s got talent” – Cirò Marina e a Terlizzi il concorso “Teatro e Musica – Teatro minimo” .
State componendo dei nuovi brani... chi è che li compone di solito? E a cosa v’ispirate?
«Tutti insieme come sempre! Non ci ispiriamo a un artista particolare anche perché ogni membro ha gusti differenti. »
Esperienze personali, libri, film...
«Sì però non ne facciamo un punto di riferimento».
L'incontro è una canzone dal tema sensuale - amoroso, L'attore è più esistenziale... scegliete anche altri temi?
«I brani parlano di quello che sono anche le relazioni con altre persone eccezion fatta per Cbcr che parla di ragazzine poco di buono (ridendo). »
Quindi come si pone l'individuo con gli altri sostanzialmente o viceversa.
«O comunque come vive e si rapporta nel mondo... ».
Avete mai pensato a temi sociali nelle vostre canzoni?
«Beh Folle Volo è di tema sociale, per chi si rispecchia ovviamente! E’ un testo davvero attuale...»
Un verso di questa canzone recita: "Vedo tutti questi ubriachi di abitudine”.
«Il modo che abbiamo di allontanarci da qualcosa che ci segue incessantemente e con la quale non andiamo d'accordo».
E le nuove canzoni ripercorrono sempre questi temi?
«Le nuove canzoni parlano di viaggi, stagioni magiche, dell'ignoranza, di sguardi e tutto quello che provoca un legame forte tra i pensieri e le sensazioni che sono sicuramente differenti. »
Dove si potranno ascoltare le nuove canzoni?
«Dal vivo per ora! »
Come si chiama il vostro nuovo EP? Quando uscirà?
«Troveremo il nome quando finiremo di arrangiare i brani. Speriamo esca per il prossimo inverno. Per ora continuiamo a lavorare con Folle volo! Conterrà tra i tre e i cinque brani. »
Genova, 21 ottobre 2010: i Broken Cords alla conquista della Liguria, giusto?
«Il 21 ottobre cercheremo di conquistare la Liguria per poi atterrare in Emilia il 22 alla "presa di Bologna" per Radio Città Fujiko. »
Non vi fermate mai!
«L'emergere è una lotta nella musica. E’ brutto da dire ma gli investimenti, i sacrifici e le delusioni nella musica emergente sono gli ingredienti principali per voler e poter avanzare e andare sempre più in alto! »
Ma con tutte queste date trovate anche tempo per voi stessi?
«Bella domanda! Le date sono anch’esse tempo per noi stessi. Sono comunque tasselli che compongono una costruzione della nostra vita professionale che è importante tanto quanto quella privata. »
Che rapporto avete col vostro pubblico?
«E’ una domanda da rivolgere al contrario...»
Ok! Che rapporto il pubblico ha con voi?
«E’ una domanda da fare al pubblico! (ridendo) »
Mettiamola così: voi cosa percepite dal pubblico?
« (ridendo) Il pubblico apprezza, a quanto sembra, ma c'è bisogno di più esperienza e più concerti, più visibilità e pubblicità per capire realmente se rimane qualcosa. Del pubblico che conosciamo, sappiamo che le nostre canzoni hanno un riscontro nelle loro teste, e alcuni riescono anche a rifletterci. Quelli che non conosciamo…Beh è difficile saperlo ... ovviamente tutti speriamo di poter stimolare una qualsiasi emozione a una qualsiasi persona. »
Che poi è l'obiettivo finale di tutti gli artisti, no?
«Non sempre lo è stato…. Ad esempio il Bebop era uno stile inconfondibile poiché i musicisti suonavano e componevano per il loro piacere personale ed erano dei rivoluzionari e dei contestatori della musica composta per il piacere del pubblico»
Però bisogna riconoscere che l'arte in generale nasce come mezzo di comunicazione, di trasmissione di emozioni…
«Certo, ma la comunicazione negli ultimi anni si basa su dei concetti troppo elementari . La gente dovrebbe anche arrivarci pensando e non avendo tutto servito su un piatto d'argento. Scrivere una canzone che teoricamente ha inizio , racconto e lieto fine è troppo facile. Cerchiamo di spronare la gente a ragionare e ad arrivarci da sola alle sensazioni .»
Ma emozione e ragione non sono due concetti antitetici?
«Sì, ovviamente sono antitetici. E’ proprio questo il problema...Ma bisogna tenere anche conto del fatto che ragionando su qualcosa cui non avevi mai fatto caso, può scaturire un'emozione, e pian piano inizi a dare peso e importanza anche ai messaggi più sottili e nascosti ed ecco che finalmente la musica diventa cultura. Cultura nel senso "letterale" come ricerca , conoscenza e curiosità! »
Avete condiviso il palco con grandi artisti come Vergassola, Britti, Nicolae, Municipale Balcanica (esibitisi al vicino Carpino Folk Festival)... Che emozioni, ricordi, aneddoti avete?
«Con la Municipale dopo l'ultimo concerto insieme al non stop terlizzese si è creata la giusta "affinità" ed equilibrio fra amicizia e professionalità con Goran Kuzminac (anche se lui fa parte di generazioni passate , quindi per noi rimane un "padrino"). Gli Almamegretta non abbiamo avuto modo di avvicinarli e/o di avvicinarci! »
Sicuramente va fatta una differenza tra gli artisti avidi di successo e soldi e quelli che lo fanno per passione
«Attenzione! La musica deve portare comunque a un equilibrio generale. E’ giusto che un musicista sia premiato e pagato ed è giusto che lo faccia per il piacere di farlo. Col fatto che molti vedono la musica come una passione si è perso un po’ di vista il sudore che viene gettato per comporre belle canzoni. »
In pratica l'equilibro sta nel giusto compenso accompagnato alla passione. C'è stata almeno una volta in cui vi è venuta voglia di dire 'molliamo tutto'?
«No. Difficoltà sì, ma mollare tutto è esagerato siamo ancora all'inizio (sorridono)»
Proprio perché siete all'inizio, siete giovani... avete un piano B? Cioè se - facciamo le corna- sul lato musicale vi arrestate, vi state impegnando su altri fronti?
«Ovviamente sì...Ci sono alcuni che da grandi faranno i musicisti e poi altri hanno intrapreso strade e carriere diverse , sempre, però, cercando e volendo riuscire nel mondo musicale. »
Speriamo di riascoltarvi presto!
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