L'arte del saper parlare: quando il pettegolezzo assume funzioni sociologiche.

Una volta il pettegolezzo era una strategia difensiva oggi si è trasformato in una modalità di scambio di informazioni. Oggi si parla tanto del “pettegolezzo”,a volte con giudizio a volte con pregiudizio, a volte se ne parla per parlare,senza sapere bene il perché, il che vuol dire che spettegoliamo sul pettegolezzo.!! Oggi il pettegolezzo veste panni diversi,mentire è diventato impossibile,ed essere trasparenti è diventato un obbligo. Se un’azienda, o una persona,non ha costruito un rapporto di fiducia con la propria utenza basterà un piccolo gruppo di persone a rovinare la sua reputazione. Nell’ultimo numero di Darwin c’è un interessantissimo articolo di Rosaria Conte proprio sull’evoluzione del pettegolezzo dove ci si chiede a cosa serve il pettegolezzo e perché l’evoluzione umana se ne sia servita. Inoltre altri tre studiosi non hanno scoperto l’algoritmo del gossip quanto la possibilità di determinare la velocità e la modalità di propagazione del pettegolezzo in una rete. Agli studi di aggiunge Primo Levi secondo cui il pettegolezzo è “una forza della natura umana. Chi ha obbedito alla natura trasmettendo un pettegolezzo, prova il sollievo esplosivo che accompagna il soddisfacimento di un bisogno primario”.

Il pettegolezzo è uno specifico tipo di azione: un atto comunicativo, cioè un atto sociale che ha lo scopo di influenzare l’altro fornendogli credenze . Possiamo ipotizzare inoltre che il pettegolezzo sia un atto comunicativo linguistico, in quanto la chiacchiera viene prodotta mediante parole, discorsi o frasi. In certi casi si fa pettegolezzo senza necessariamente compiere un atto comunicativo verbale ma anche con gesti simbolici. Per di più il pettegolezzo è un atto comunicativo informativo,ossia un atto in cui lo scopo del parlare è fornire una credenza all’ascoltatore. Il pettegolezzo si riferisce a una terza persona, la vittima, diversa dal parlare e dell’ascoltatore, che è assente, è se per caso è presente, non deve sentire. Infatti una valutazione negativa espressa in presenza del valutato o rivolta a lui sarebbe un’accusa, una critica o un insulto.

Si tratta in genere di informazioni sensibili, delicate, cioè credenze sulla sua famiglia, la sua salute, la sua vita affettiva. Ma specialmente sono informazioni che ciascuno di noi vorrebbe tenere per se e non condividere con terzi,A meno che non siamo proprio noi stessi a decidere con chi parlarne.

Inoltre,non c’è un solo segreto nel pettegolezzo. Innanzitutto,la credenza comunicata dovrebbe esser tenuta segreta, e quindi è in segreto che la si comunica. Tipico l’incipit “Sai tenere un segreto?!?.. Mi raccomando non raccontarlo a nessuno!...”. Ma anche il modo in cui si meta-comunica non verbalmente che si sta spettegolando su qualcuno:l’informazione pettegola viene mormorata, sussurrata, proprio perché segreta. C’è poi un terzo segreto nell’atto del pettegolezzo: spesso la fonte da cui esso proviene è anonima. Lo dimostrano espressioni come “Ho saputo che..” ; “Mi hanno detto che..” ;”Si dice che ..”. Queste frasi introducono soprattutto i pettegolezzi “ scottanti” su tradimenti o relazioni clandestine. Il pettegolezzo ha l’effetto, e in certi casi lo scopo, di diffondere una reputazione negativa della vittima.

Spettegolare suscita emozioni nel destinatario. Ad esempio suscita curiosità perché mette a nudo segreti, affetti,mancanze inconfessabili, questioni personali piccanti,divertenti, anche spiacevoli del soggetto,che costituiscono delle deviazioni rispetto alla norma; per questo appaga, e al tempo stesso potenzia,il nostro insaziabile bisogno di curiosare, di spiare attraverso il buco della serratura la vita personale degli altri. Il pettegolo facendosi vedere come persona informata che possiede un’informazione preziosa di cui nessuno e a conoscenza provoca in lui, come una sorta di auto-ammirazione. Il pettegolo e il destinatario godono insieme, e provoca il loro un senso di complicità, di vicinanza e di divertimento. Spesso c’è un’emozione all’origine del pettegolo:l’invidia. L’invidioso prova per l’invidiato un sentimento di malanimo generato dall’esito di un confronto di potere in cui constata di aver meno potere di lui rispetto a uno scopo. Nasce tra chi si conosce, ma soprattutto tra chi ha scopi e possibilità simili. E il pettegolezzo è una delle azioni aggressive attuate dall’invidioso. Gli scopi dello spettegolare sono: minare la reputazione di qualcuno, divertirsi alle spalle dell’altro,sentirsi superiori e spettegolare per mostrarsi persona informata. Invece le funzioni che ha il pettegolezzo sono:

- le funzioni sociali: cioè esercitata sui membri della società;

- funzione fatica: quando si spettegola sol per stare insieme e per il piacere di parlare;

- funzione cognitiva: l’individuo ha bisogno da mantenere un livello di stimolo cognitivo al di sotto di questa soglia si annoia.

Oltre la modalità verbale si può spettegolare in modo gestuale, corporeo, altri indicatori verbali come: “ prometti che non lo dirai a nessuno?” “parla a voce bassa!”,” mi raccomando non dirlo a nessuno!..”Molti considerano il pettegolezzo una confidenza che rileva segreti nascosti. Per concludere ci potremmo chiedere se il pettegolezzo sia un arte praticata solo dalle donne, ma una ricerca empirica ha dimostrato che gli uomini, pur avendo meno rapporti interpersonali delle donne, in proporzione sono più portati al pettegolezzo. Secondo questa ricerca le chiacchiere hanno importanza psicologica ma si può trarre anche la conclusione: che solo le donne siano pettegole è una chiacchiera infondata!