Siamo ancora un paese devoto?

“Cari amici di Schiamazzi,
anche quest’anno ci siamo ritrovati come comunità cagnanese a celebrare i nostri Santi Patroni. Vestiti nuovi, shopping, luci e colori anche stavolta sono stati protagonisti. Le feste sono bellissime, ma siamo sicuri che il significato dell’evento sia ancora lo stesso? Fino a trenta anni fa le Feste erano un appuntamento unico nel suo genere ed erano molto attese sia per il lato sacro sia per il lato profano. Ora che le occasioni di festa ‘profane’ si sono moltiplicate (basti pensare alle sagre o al vostro Living Festival), ha senso ancora continuare una festa che di sacro ha ben poco? Quest’anno alla processione del dieci eravamo in pochi rispetto agli altri anni e come al solito il corteo si è riempito solo davanti al comune, dove le persone hanno lasciato i loro bicchieri pieni di aperitivi e hanno seguito la processione non per i Santi ma per andare a vedere i fuochi. Per non parlare della ricerca disperata di gente che portasse le statue! Meno male che quest’anno non si è ripetuta la scena indecorosa di due anni fa, quando a portare San Cataldo fu un gruppo di persone non italiane pagate per portare la statua. Quest’anno, poi,  non è stato neanche portato il paliotto per onorare i santi. Già perché le persone adatte stavano a sorseggiare le bibite fresche al bar… A questo punto non converrebbe spostare i fondi della festa ‘profana’ all’estate così il cantante famoso attira anche i turisti? Penso che ai Santi Patroni interessi avere un comunità di persone che, come ha detto don Luca alla fine della processione, “cerchino di diventare sante e arrivare a Cristo seguendo il loro esempio” e non gente che l’8 pomeriggio pensava solo a mangiare anziché seguire la messa o pregare nella Grotta. Perdonate lo sfogo ma non riuscivo a tenere le considerazioni solo per me.”
Mario



Il filosofo seicentesco Pascal affermava che la fede si costruisce pian piano soprattutto attraverso i rituali. Questo discorso ha ancora senso? Cagnano è ancora un paese devoto? Ha ancora un senso religioso la celebrazione i Santi patroni? Alzi la mano chi non si è mai posto almeno una volta il quesito. E noi questo quesito lo abbiamo posto ai cagnanesi con un questionario di 11 domande. Su un campione di 57 persone intervistate l’81% si è dichiarato cristiano cattolico, il 13 % ateo e il 6 % non specifica il suo credo. Sulla totalità degli intervistati che si dichiarano battezzati (100%), solo il 55 % dichiara di rispettare i comportamenti della dottrina cattolica, al contrario di un 43% che afferma di non rispettarli. Solo il 15 % va a messa tutte le domeniche, l’8 % ci va almeno una volta al mese, il 26% in occasione di solennità importanti quali Natale, Pasqua, Feste Patronali…, , il 21 % più o meno una volta l’anno e il 30 % mai. Per quanto riguarda il sacramento della riconciliazione solo il 4% si confessa 1-2 volte al mese, il 23 % si confessa in occasioni di solennità importanti e il 53% più o meno una volta l’anno.  Dati simili per la Comunione con l’11 % che la prende ogni domenica, il 23 % alle messe di solennità importanti e il 49% più o meno una volta l’anno.  Il 26 % degli intervistati ha ricevuto la solo la Prima Comunione (oltre al battesimo), il 40% ha ricevuto anche la Cresima, mentre il 32% si è anche sposato in chiesa. Da cosa scaturisce la fede? A questa domanda- che prevedeva anche più risposte- il 34% ha risposto che scaturisce da avvenimenti personali, il 62 % dall’educazione cattolica ricevuta dalla famiglia e il 21 % crede senza una motivazione specifica. Solo il 23 % pensa che la Chiesa  svolga ancora il suo ruolo di guida spirituale, ben  il 53 % afferma di no mentre il 25 % non si esprime a riguardo.  Alla domanda se i rituali cattolici (messe, processioni, celebrazioni), secondo l’intervistato, avessero ancora un senso il 21 % ha risposto sì perché fanno parte della vita di fede di un cattolico, il 57 % afferma che hanno senso ma si stanno trasformando in meri momenti di tradizione e il 21% afferma che chi ha fede non ha bisogno di queste celebrazioni.  Per l’11 % ha senso celebrare i Santi Patroni perché ci guidano nella fede, il 62% afferma che sono momenti tradizionali che non possono morire e per il 26 % sono solo momenti di festa più profana che sacra.


IL COMITATO FESTE “ORMAI ANCHE LE FESTE SONO STATE POLITICIZZATE”
- Ed è proprio a proposito di questo che abbiamo deciso di fare alcune domande a coloro che rappresentano effettivamente il lato “profano” dalla Festa, Il Comitato Feste di Cagnano Varano rappresentato in questa intervista da Rocco Marucchelli e Francesco Toscano.
Cosa ne pensate di tutto ciò?
“C’è tanta delusione si,  sono le persone che stanno cambiando. Quest’anno in modo particolare  la festa è stata strumentalizzata  in maniera esagerata  a livello politico. Non si riesce a capire che questa  festa non è di destra né di sinistra, né di Tizio e né di Caio:  è la festa dei nostri Santi Patroni.  E’ giusto quello che si dice nella lettera,però spostando i fondi delle  feste non è che si risolve il problema, anzi: verremmo ancora più criticati perché passeremo per quelli a cui non interessa niente dei Santi Patroni, e di conseguenza, di Cagnano. E’ rimasta l’unica festa che possiamo celebrare ad alto livello, perché tutte le altre,come la sagra, sono tutti eventi  solo utili per  riempire le calde sere d’estate. A parte che è poco anche quello che fanno l’estate,speriamo che quest’anno cambi un po’, visto che la gente si lamentava anche del fatto che ci sono solo film,manifestazioni di piccolo livello… almeno una volta la settimana ci vorrebbe, non so’ ,un concertino …”
E a livello di donazioni? Come ha partecipato la popolazione?
“Le donazioni per la festa  non hanno coperto neppure il 50 % del costo totale della festa, e come ti ho detto prima la festa è stata politicizzata. Chi non ha messo i soldi, l’ha fatto non per la festa, ma perché credeva di boicottare l’Amministrazione. In alcune case venivamo trattati a “pezza da piedi” , certo non in tutte, come i vecchietti che addirittura si sentivano a disagio perché la pensione non basta loro sino a fine mese o la casa che non poteva offrire. Capivamo queste situazioni ma non la gente che ci rispondeva male a solo perché ci credeva mandati dall’Amministrazione . Quanta gente ci vedeva dai balconi e rientrava dentro senza risponderci!  Poi sono gli stessi  che in mezzo la strada ci dicono che la festa non è uscita bene e che pretendono manifestazioni di alto livello. Gli anziani sono quelli che hanno offerto di più, e seppure non avevano ancora preso la pensione, ci dicevano di ripassare il giorno in cui avrebbero  riscosso. Molti ci aspettavano. Poi c’è un’altra percentuale dei forestieri sposati a Cagnano, come i carpinesi che sono abituati a portare loro il contributo della festa alla bancarella della raccolta fondi della festa, non come noi che dobbiamo girare per le case. E proprio questi, viste le loro abitudini, ci davano dai 15 euro in poi fino a 25 euro. Siamo stati anche criticati e appellati “Ladri” perché secondo alcuni noi quei soldi li intaschiamo personalmente e non per la festa.” “Se continuiamo su questa linea finiremo come su a Milano, dove le feste patronali sono delle sagre di paese festeggiate per  lo più solo in periferia.” Aggiunge  Francesco Toscano.
Purtroppo Cagnano non riesce a distinguere la religione dalla politica, la politica dalla persona, che seppur politicante, è comunque una persona. Cagnano è convinto del binomio Festa- Popolarità dell’Amministrazione. Contribuendo  alla festa, si contribuisce alla magnificenza dell’amministrazione del momento.  La Festa è del popolo, è forse l’unica cosa di Cagnano per Cagnano. Se la festa si toglie, ci saranno comunque critiche perché a quel punto vorrà dire che all’amministrazione non interessa niente del paese. Cagnano è dei Cagnanesi ricordatelo. Certo l’amministrazione è importante, ma se la popolazione resta reclusa nella sua antica e, sciocca, presunzione, Cagnano  peggiorerà maggiorente. E poi a che Santo ci rivolgeremo?

"Non mi hanno lasciato portare San Cataldo!"

Cari Compaesani,
Scrivo questa lettera per raccontarvi un episodio che mi è capitato. Come mi capita da alcuni anni la mattina di San Cataldo mi sono recato presso la Chiesa Madre, per portare la statua di San Cataldo in processione per le strade del paese, un gesto al quale io ho dato la mia disponibilità da quando ho saputo che non si riusciva più a trovare persone disponibili a farlo. Ora ritorniamo a quest’anno, quando arrivato davanti alla Chiesa Madre, mi è stato detto che quest’anno il Santo sarebbe stato portato dalla protezione civile, io sinceramente no ho nulla contro questa associazione e non avrei avuto nulla da ridire se i membri della protezione civile avessero portato il Santo in borghese, dando cosi la possibilità a chi non è membro della protezione civile di avere l’onore di portare San Cataldo, ma al mio invito di mettersi in borghese, la risposta è stata no! Fin da piccolo mi hanno insegnato che San Cataldo insieme a San Michele sono i santi protettori di Cagnano, per questo dico che il santo va portato come membri della comunità cagnanese e non come membri di una associazione di qualsiasi tipo, la mia richiesta era quella di rispettare la tradizione, portando la statua del Santo senza indossare nessuna divisa e in questo caso non avrei avuto nulla da ridire, inoltre anche dal punto di vista estetico non era bello vedere San Cataldo circondato da abiti cosi appariscenti, non si era mai visto prima. Scusatemi se questo mio sfogo vi possa aver disturbato. Chiudo con un appello, cioè che il problema di tutto sorge dal fatto della difficoltà nel riuscire a trovare persone disponibili a portare il santo, quindi chiedo che dalla prossima processione qualcun’ altro oltre me si renda disponibile a portare i santi in processione.
Cordiali Saluti e grazie per l’attenzione.
Donato Iacovelli
Abbiamo rivolto la lettera a Francesco Toscano che ha risposto così: “La mattina di San Cataldo abbiamo deciso di portare il santo dopo che l’idea ci è stata proposta dal nostro presidente Cataldo (Pelusi, ndr). Abbiamo deciso di portare il Santo in divisa perché San Michele e San Cataldo sono anche il simbolo della Protezione Civile di Cagnano. Ci voleva portare il Santo poteva farlo liberamente assieme a noi, e no come sostiene il lettore.

Schiamazzi-maggio 2010