Una leggenda sulla venuta di San Michele sul Gargano
- Pubblicato Venerdì, 09 Aprile 2010 17:39
- Categoria: Cultura / Società
- Scritto da Domenico S. Antonacci
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Nella Grecia gli apostoli di Cristo annunziavano il Vangelo e intere città si convertivano a Cristo e si facevano battezzare.
In ogni città gli apostoli facevano l'esorcismo e cacciavano tutti i diavoli. Lucifero chiamò tutti i diavoli e disse: "Come dobbiamo fare? Questi ci stanno assediando e cacciando dalle nostre proprietà, vediamo di trovare una nuova terra libera dove possiamo stare tranquilli e avere i nostribravi devoti che si vengono a inchinare davanti a noi portandoci doni." Dato che gli apostoli convertivano tutta la gente greca allontanarono i diavoli fino al mare. Qui i diavoli trovarono una pianta di fico sorda e si misero su una foglia e la usarono come barca, Lucifero aprì le sue ali di pipistrello e ne fece due vele e il vento li portò dall'altra parte del mare in una insenatura dove c'erano diverse grotte e così dissero: "Qui possiamo mettere la nostra casa." In quella zona del Gargano vivevano uomini nobili e guerrieri discendenti di Diomede che erano lavoratori pacifici. I diavoli cercarono il modo e la maniera di far sapere a questi abitanti che quelle grotte erano la loro abitazione ma non ci riuscivano, allora Lucifero pensò bene di indire una festa ma nessun abitante volle andare. Allora si trovarono solo i diavoli a ballare. Ma più ballavano e più facevano muovere tutta la montagna. Gli uomini ebbero paura perché la montagna sobbalzava tanto che cadevano tutti i fabbricati, dalle montagne scivolavano grosse pietre e dal mare arrivavano grandi onde alte come montagne.
Nella loro paura non capivano cosa fosse successo ed allora si ricordarono che Lucifero li aveva invitati alla festa e loro non erano andati; così per placare la rabbia di Lucifero andarono con le barche alle grotte da loro abitate e portarono grandi ceste con tanti doni e grandi otri con vino prelibato. Così i demoni non ballarono più e la terra smise di tremare. E ogni qualvolta i demoni si mettevano a ballare loro portavano in dono grandi ceste con frutta e grandi orti con vino prelibato per calmarli e non far sobbalzare la terra e scuotere il mare.
I demoni erano contenti perché avevano trovato un posto tranquillo e degli uomini che li riverivano, ma un giorno un santo eremita greco per sfuggire alla persecuzione attraversò il mare e venne ad abitare in questi luoghi sperduti. Visto che gli abitanti di questo promontorio portavano doni ai diavoli pregò l'Eterno Dio di inviare l'arcangelo Michele a liberare questi luoghi dai diavoli. Subito l'Eterno Dio inviò l'arcangelo San Michele il quale ingaggiò una grande guerra con i demoni. San Michele fu vittorioso e i demoni per paura non uscirono fuori dalle grotte e così si dispersero scappando sotto terra nelle grotte del Gargano.
Allora San Michele per ripulire tutto il Gargano dalla presenza dei diavoli passò a setaccio tutte le grotte garganiche. E dove trovava un diavolo e un gruppetto di diavoli li incatenava e li rinchiudeva dentro. In ogni grotta lasciava un segno della sua presenza, dove una piuma, dove un lembo di mantello, dove un anello della sua catena.
Per questo ci sono varie grotte dedicate all'Angelo sul Gargano.
Riuscì a incatenare tutti i diavoli, mancava solo Lucifero; si mise alla sua ricerca per valli e monti, per spiagge e per campagne fino a che vide un toro muggire davanti una grotta su un'alta montagna. Si avvicinò e scoprì che in quella grotta era rintanato l'impaurito Lucifero. La battaglia fu dura, uscirono dalla grotta lampi e saette, la terra tremava tutta ma dopo tre giorni di lotta San Michele riuscì a mettere Lucifero sotto i piedi, incatenarlo e mettere la catena di ferro nelle narici.
San Michele avendo sconfitto Lucifero stabilì che quella grotta dovesse essere la sua casa, e lì dovessero andarlo a riverire tutti i cristiani.
I viestani furono i primi ad andare a riverire San Michele perché li aveva liberati dai diavoli che facevano ballare la terra e il mare.
E la basilica di Monte Sant'Angelo fu la grotta michelitica più importante perché lì San Michele aveva sconfitto Lucifero, mentre le altre grotte garganiche, dove San Michele aveva incatenato i diavoli, si chiamarono solo “grotta dell'angelo” come quella di Varano e della Costa.
Testo raccolto da Gabriele Tardio in "I Sammechelére di Vieste"




