Chiusura locali a mezzanotte: la protesta del web. La mail di Schiamazzi inondata di proteste.

Per maggiori info leggi questo articolo.

Un’ordinanza del Comune di Cagnano Varano, la numero 14, sta facendo discutere.  L’ordinanza leggifera in materia delle attività che ‘somministrano’ cibi e bevande e queste ultime – a prescindere dal possesso dell’etilometro come previsto dall’ultimo provvedimento in materia- devono chiudere a mezzanotte. “E’ stata una decisione presa senza convocare noi come associazione di categoria” spiega Luigi Crucio, presidente della Confcommercio di Cagnano “e abbiamo inviato una lettera al comune per maggiori spiegazioni. Non si esclude un possibile ricorso al TAR”. Ma la protesta rabbiosa è scaturita dai giovani, che su Facebook e sulla mail di Schiamazzi esprimono tutto il loro disappunto sull'ordinanza: “E’ inammissibile un provvedimento del genere. – scrive Giovanni, di 22 anni - "Siamo sconcertati: si tratta di una vera e propria lesione al nostro diritto di avere dei divertimenti”. “L’ordinanza, dicono, è stata emessa per tutelare l’ordine pubblico" - scrive invece Michele, 20 anni - "E alla tutela dei giovani nessuno pensa!? Preferiscono che i giovani si divertano con il perenne rischio di fare incidente la notte anziché farli divertire in paese e farli tornare a casa con le proprie gambe!”. "Questo è un ulteriore incoraggiamento ai giovani ad andarsene dal nostro paese" - scrive Antonia, 21 anni- "Già a Cagnano siamo carenti di cinema, teatro e altri servizi per l’intrattenimento, ci chiudono anche i locali e siamo fritti. Io questa la definirei istigazione al suicidio”. “Cagnano rispecchia pienamente la logica dell’Italia" - scrive Matteo, 20 anni - "un paese vecchio e falsamente perbenista che sta rendendo la vita dei giovani sempre più difficile”. “Già la precarietà del momento storico ed economico non ci consente di vivere sereni e spensierati. Se ci tolgono pure la valvola di sfogo...”. E poi ancora “E’ molto meglio che i giovani stiano fino a tardi nei bar a chiacchierare con amici anziché in altri ambienti a drogarsi”. Insomma a dirla con le parole dei più giovani, “è una vera e propria imposizione che non tiene conto delle esigenze”. “Se i politici e i cittadini vogliono far fuggire i giovani dalla propria terra, facciano pure. Ma poi non vengano a lamentarsi i capifamiglia quando vedranno le patenti dei loro figli ritirate o quando - mi auguro di no - qualche ragazzo farà incidente fuori paese solo per svagarsi un po'. Come si pretende di far rincasare gli universitari, se qui c’è il coprifuoco come nella Seconda Guerra Mondiale?” scrive Giusy. “E’ proprio vero” scrive infine Antonio “che i giovani non vengono considerati perché non sono portatori di voti, ma non bisogna dimenticare che molte attività che fanno finta di non avvertire questo problema, per weekend interi hanno intascato fior di denaro grazie ai giovani”.