Arriverà anche qui la protesta dei pastori?
- Pubblicato Giovedì, 14 Ottobre 2010 19:20
- Categoria: Cronaca
- Scritto da Emanuele Sanzone
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Nel Centronord e nelle Isole da questa estate è mobilitazione per maggiori garanzie agli allevatori. Le proteste che hanno visto impegnarsi le associazioni di categoria tra cui la Coldiretti hanno cercato di porre l’accento su questioni legate alla concorrenza sleale da parte di produttori stranieri nonché la salvaguardia dei prodotti caseari italiani. Infatti la COLDIRETTI denuncia che sono “false” due fette di pecorino su tre vendute negli Stati Uniti dove le imitazioni prevalgono a scapito del prodotto originale proveniente dall’Italia. Negli Stati Uniti i prodotti di imitazione stanno prendendo progressivamente il posto di quelli originali in arrivo dall’Italia con un crollo del 32 per cento delle esportazioni di pecorino in valore nel primo semestre del 2010, secondo una analisi della Coldiretti su dati Istat. Ad avvantaggiarsene sono i “falsi” realizzati negli Stati del Wisconsin,California e New York e venduti ad esempio con il nome di “romano” cheese ma anche quelli importati dall’estero soprattutto dall’Europa che utilizzano nomi di fantasia come quelli della società Lactitalia, che esporta in Usa ed in Europa e produce in Romania formaggi di pecora venduti con marchi che richiamano al Made in Italy come Toscanella, Dolce Vita e Pecorino. Tra di esse c’è una società di proprietà della Simest controllata dal Ministero dello Sviluppo Economico e dei Fratelli Pinna attraverso la Roinvest con sede a Sassari con amministratori tra gli altri Andrea Pinna che è vicepresidente del Consorzio di Tutela del Pecorino Romano e Pierluigi Pinna che è consigliere dell’organismo di controllo dei formaggi pecorino Roma, Sardo e Fiore Sardo Dop che dovrebbero promuovere il vero pecorino e combattere la concorrenza sleale e le contraffazioni. La presenza di prodotti di imitazione del pecorino sui mercati internazionali è - spiega la Coldiretti - la principale ragione della crisi della pastorizia in Italia con una insostenibile riduzione dei prezzi riconosciuti agli allevatori ai quali un litro di latte viene pagato in Sardegna solo 60 centesimi per litro di latte, in calo del 25 per cento rispetto a due anni fa”. Nonostante tra i prodotti tipici del nostro Gargano ci siano proprio i frutti degli allevamenti nostrani, al momento da noi le mobilitazioni appaiono ancora lontane e c’è un certo lassismo da parte degli operatori nostrani. La mobilitazione” spiegano dalla Coldiretti “è l’ultimo tentativo di salvare la pastorizia in Italia dove sono calati del 30 per cento gli allevamenti di pecore negli ultimi dieci anni per effetto di una crisi che rischia di decimare irrimediabilmente i circa 70mila allevamenti rimasti che svolgono un ruolo insostituibile per l’ambiente, l’economia, il turismo e la stabilità sociale del territorio.”
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