Bruciati venti ettari di macchia sull'Istmo di Varano
- Pubblicato Giovedì, 17 Giugno 2010 12:13
- Categoria: Cronaca
- Scritto da Emanuele Sanzone per L'Attacco
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Con l’arrivo dei primi picchi di temperature si ripresenta puntuale come ogni estate il problema incendi. Ieri, infatti, sull’Istmo di Varano, nel Comune di Cagnano Varano sono andati bruciati circa venti ettari di macchia mediterranea. La zona, già colpita da un incendio imponente tre anni fa, è stata subito raggiunta dai Vigili del Fuoco, dalla Polizia Municipale di Cagnano, dal Corpo Forestale dello Stato e dagli operatori AIB della Regione Puglia, pronti a coadiuvare le altre forze preposte. Sul posto è giunto anche il sindaco di Cagnano Varano Nicola Tavaglione e l’Assessore Giovanni Conte. La segnalazione dell’incendio è stata effettuata intorno alle 14 presso l’accesso 11 della Pineta e da si è intervenuti via terra ma anche per via area con un Canadair e due fireboss che hanno spento le fiamme di origine senz’altro dolosa, dal momento che giornate come queste sono ideali per i piromani Come anticipato si tratta di una zona già messa in ginocchio tre anni fa. Nella Pineta di Capoiale il movente principale dei piromani è senz’altro la speculazione edilizia: i piromani bruciano con la speranza che in futuro verranno promulgate leggi che rendano quei territori edificabili. Senz’altro questi delinquenti non sanno che la Pineta ha un ruolo strategico, cioè quello di barriera contro i venti e i detriti provenienti dal mare che potrebbero danneggiare le abitazioni e i campi dell’Isola Varano e creare difficoltà ai pescatori della Laguna. Il Comune di Cagnano (come anche i comuni garganici limitrofi) ogni anno deve far fronte a questa emergenza. Solo nel 2007, anno in cui bruciò Peschici, duemila ettari di bosco sono stati arsi nelle zone di “Coppa d’ mezz”, Chiancate , La Rena, Ferro di Cavallo, Falcare, nelle pianure al confine con il Comune di Sannicandro: Gioffo, Madonnina. 80-100 ettari di alta macchia mediterranea invece sono stati incendiati in località Civitella, Trigno, San Nicola Imbuti e Isola Varano. Speculazione edilizia, dispetti ai proprietari terrieri e ai pastori, il “gusto” di vedere ardere il nostro patrimonio ambientale: molteplici sono le cause che portano i piromani ad appiccare roghi qua e là. Non bisogna trascurare però che in molti casi si tratta anche di atti di distrazione o negligenza da parte degli agricoltori stessi nell’ardere le stoppie che, pensando che il fuoco si sia spento, abbandonano le terre senza controllare. Per il Corpo Forestale “l'estate 2010 sulla nostra penisola si apre all'insegna di un generale calo degli incendi boschivi e delle superfici percorse dal fuoco”. I dati provvisori forniti dalla Forestale relativi al primo semestre di quest'anno rispetto allo stesso periodo del 2009, fanno registrare una diminuzione del 60 per cento sia del numero dei roghi che delle superfici totali andate in fumo. Una tendenza positiva che si era già manifestata la scorsa estate, caratterizzata da un generale diminuzione dei roghi boschivi, se si eccettua la fase critica della seconda metà di luglio in cui c'era stata un'impennata del fenomeno. Insomma, se da un lato si registrano dei cali, dall’alto è bene non abbassare la guardia: il nostro Gargano è una delle vittime preferite del fuoco e quindi non solo ci auguriamo che il fenomeno sia contenuto ma invitiamo i cittadini a segnalare il prima possibile gli incendi ai Vigili del fuoco (al numero gratuito 115) o al Corpo Forestale dello Stato (al numero gratuito 1515).
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