Acquedotto: parametri fuorilegge, acque cancerogene
- Pubblicato Sabato, 20 Novembre 2010 17:36
- Categoria: Ambiente / Territorio
- Scritto da Valerio Tenace
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Le acque di alcuni comuni della provincia di Foggia, compreso Cagnano Varano, presentano valori preoccupanti di trialometani (di seguito indicati anche come THM), sottoprodotti delle attività di clorazione delle acque negli impianti di potabilizzazione. La presenza di tali prodotti chimici nell'acqua che giunge nelle nostre abitazioni, stimata in 80 microgrammi per litro, supera del 170% la soglia imposta dalle recenti normative UE, parametro THM pari a 30 microgrammi per litro.
Per far fronte all'inadeguatezza delle tecniche di depurazione adottate dall'Acquedotto Pugliese, l’Assessorato alle Politiche della Salute ha pensato bene di inoltrare, sulla base dell’istruttoria espletata dall’Ufficio Sanità Pubblica e Sicurezza del Lavoro, una nuova richiesta di proroga al parametro THM fino al 31 dicembre 2010. [cit. 1] Richiesta accolta dalla Regione Puglia che ne ufficializza l'esito nel Bollettino Ufficiale n. 168 del 05/11/2010, allegato 2. Nel documento, tuttavia, leggiamo che "la presenza di trialometani nell’acqua potabile distribuita dall’AQP nelle province di Foggia e Lecce, non costituisce un rischio specifico per la popolazione". Ma è proprio vero?
Trialometani e rischi per la salute - I trialometani furono tra i primi sottoprodotti di disinfezione ad essere stati scoperti in acqua clorinata. Queste sostanze si formano durante la disinfezione del cloro e la disinfezione con disinfettanti clorurati. Tuttavia, i trialometani, sono sospettati di creare danni al fegato, reni e al sistema nervoso centrale. Sono inoltre considerati cancerogeni. [cit. 2]
Altri studi hanno, inoltre, dimostrato l'esistenza di una relazione tra l'esposizione a tutti i sottoprodotti della clorurazione nell'acqua potabile, e in modo particolare i trialometani, con la morte intrauterina. Alcuni ricercatori della Dalhousie University ad Halifax hanno compiuto uno studio caso-controllo sulla popolazione della Nuova Scozia e dell'Ontario Orientale in Canada allo scopo di esaminare gli effetti causati dall'esposizione ai THM sul rischio di morte fetale. I rischi sono stati esaminati secondo il livello di THM presente nell'acqua di rubinetto e con l'esposizione totale metrica che ha compreso l'ingestione di acqua di rubinetto ed il lavarsi. Le donne che hanno fornito campioni con livelli totali di THM maggiori o uguali a 80 microgrammi per litro hanno presentato un rischio doppio di morte intrauterina del feto rispetto ai controlli non esposti al THM. [cit. 3, Dodds L et al, Epidemiology 2004; 15: 179-186]
Quindi è falso dire che non esiste nessun rischio per la nostra salute.
Il significato della proroga - Come previsto dal Decreto Legislativo 2 febbraio 2001, n. 31 art.16 comma 1:
In casi eccezionali e per aree geograficamente delimitate, qualora non sia possibile un approvvigionamento di acque destinate al consumo umano [...] con nessun mezzo congruo, il Ministero della Sanità, su istanza della Regione, o Provincia Autonoma, può chiedere alla Commissione Europea la proroga del termine di cui all'articolo 15 per un periodo non superiore a tre anni.
Da quando è entrata in vigore la legge, però, la Regione Puglia, insieme a molte altre, ha più volte rinnovato la proroga, nonstante le promesse di un piano di interventi atto alla bonifica e alla corretta depurazione delle acque come previsto dal comma 3 dello stesso articolo:
Sei mesi prima della scadenza del periodo di proroga concesso ai sensi del comma 1, la Regione, o Provincia Autonoma, interessata trasmette al Ministero della Sanità un'aggiornata e circostanziata relazione sui progressi compiuti, comunicando e documentando altresì l'eventuale necessità di un ulteriore periodo di proroga in relazione alle difficoltà incontrate. Il Ministero della Sanità può chiedere alla Commissione Europea la concessione di una ulteriore proroga per un periodo non superiore a tre anni.
Questo gioco ha retto finora, ma entro in 2012, pena pensanti salzioni economiche, la Regione dovrà obbligatoriamente bonificare e rendere legali le proprie acque destinate all'uso domestico entro tutti i limiti imposti dalla legge.
Vedremo quale altra delibera salterà fuori.
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