A proposito di… vitamina D ed ipertensione arteriosa

Il sistema endocrino della vitamina D (Vit. D), perché di un vero sistema endocrino si tratta, partecipa, unitamente all’ormone paratiroideo (PTH) ed alla calcitonina, alla complessa regolazione omeostatica del metabolismo calcio-fosforo nell’uomo.
L’azione biologica della Vit. D avviene attraverso un suo recettore specifico (Vit. D receptor-VDR) sito negli organi bersaglio.
Oggigiorno è noto che la 25(OH)Vit.D, oltre a regolare il metabolismo calcio-fosforo, svolge altre azioni biologiche in quanto il suo recettore (VDR) risulta essere espresso ubiquitariamente (pancreas, endotelio vascolare, cellule muscolari lisce vascolari, rene, ecc.).
Diverse evidenze scientifiche dimostrano che adeguati livelli circolanti di Vit. D [25(OH)Vit.D>30ng/ml] svolgono differenti effetti positivi (metabolismo calcio-fosforo, insulino-sensibilità, cardioprotezione), raggiungibili attraverso l’assunzione giornaliera dei precursori (tra 1500 e 2000 UI al giorno), e soprattutto attraverso l’esposizione solare.
E’ stato calcolato che circa un miliardo di persone al mondo presenta oggigiorno un deficit di Vit. D (<20ng/ml), interessando circa il 70-80% della popolazione italiana di età superiore ai 60 anni.

Aterosclerosi Dislivelli importanti di vitamina D possono far peggiorare casi di aterosclerosi

Nell’ultimo decennio un’interessante linea di ricerca si è sviluppata sulla relazione tra sistema endocrino della Vit. D ed aumentato rischio di mortalità e invalidità cardiovascolare. A tal riguardo, interessanti sono i dati sul rapporto tra Vit. D e sistema cardiovascolare: la Vit. D, infatti, è in grado di modulare l’azione di molte sostanze coinvolte nella regolazione della pressione arteriosa sistemica e nella progressione dell’aterosclerosi.
Nel 2007 Robert Scragg et coll. hanno riportato l’esistenza di una relazione tra i livelli sierici di 25(OH)Vit.D e la pressione arteriosa, dimostrando che soggetti che mostravano i più bassi livelli circolanti di 25(OH)Vit.D avevano i valori di pressione arteriosa sistolica, diastolica e di pressione pulsata maggiori rispetto ai soggetti che avevano un sufficiente stato di Vit. D.
David Martins et coll., inoltre, hanno documentato come i bassi livelli circolanti di 25(OH)Vit.D sono associati all’insorgenza di ipertensione arteriosa e tale riscontro è stato evidenziato soprattutto nelle donne di età superiore a 60 anni.
Potenziali meccanismi che possono spiegare la relazione tra uno stato di ipovitaminosi D ed insorgenza di ipertensione arteriosa sono:

  1. attivazione del sistema renina-angiotensina (SRAA);
  2. alterazione della sensibilità delle cellule muscolari lisce vascolari;
  3. alterazione della sensibilità dello stato endoteliale vascolare;
  4. aumento della sintesi di PTH secondario a deficit di Vit.D.
La dimostrazione di un salutare effetto di supplementazione di Vit. D sulla pressione arteriosa è stata documentata da differenti studi clinici.
In uno studio randomizzato, Krause e coll. hanno esposto 18 soggetti con ipertensione arteriosa lieve-moderata a raggi UV-B o a raggi UV-A per 3 volte alla settimana per 6 mesi. Gli ipertesi esposti ai raggi UV-B e che mostravano un incremento del 162% dei livelli circolanti di 25(OH)Vit.D avevano una riduzione di 6 mmHg della pressione arteriosa, mentre quelli esposti ai raggi UV-A e che non incrementavano i livelli di 25(OH)Vit.D, non ottenevano alcuna riduzione della pressione arteriosa.
Michael Pfeifer et coll. hanno dimostrato in uno studio randomizzato placebo-controllo, condotto su 145 donne anziane, che la supplementazione di Vit. D associata al calcio era in grado di ridurre significativamente la pressione arteriosa del 93% dopo 8 settimane, mentre l’utilizzo del solo calcio riduceva la pressione arteriosa solo del 4%.
Infine, lo studio randomizzato VITAL (Vitamin D and Omega-3 Trial), iniziato nel 2010 e che si concluderà nel 2015, in cui verranno arruolati 20.000 soggetti anziani (età > 60 anni per gli uomini e > 65 anni per le donne), di cui 8000 ipertesi, avrà lo scopo di determinare come le alte dosi di supplementazione di vitamina D (colecalciferolo 2.000 UI/die) siano in grado di prevenire gli eventi cardiovascolari e ridurre l’incidenza di nuovi ipertesi.

KEY MESSAGE:

  • La maggior parte dei dati osservazionali suggerisce che i bassi livelli circolanti di Vit. D possono essere associati ad elevati valori della pressione arteriosa e ad un alto rischio di sviluppare uno stato ipertensivo, e la supplementazione di Vit. D, in parte, è in grado di ridurre l’incidenza dell’ipertensione arteriosa.
  • Ulteriori studi sono raccomandati al fine di dimostrare che la supplementazione di Vit. D sia in grado di prevenire e trattare l’ipertensione arteriosa.