Home Editoriali Il disagio sociale che neghiamo davanti all'evidenza

Il disagio sociale che neghiamo davanti all'evidenza

"Odio gli indifferenti" affermava Antonio Gramsci. Nelle ultime settimane abbiamo assistito ad eventi che dovrebbero essere un vero e proprio campanello d’allarme per il grado di disagio sociale che molte persone stanno attraversando nel nostro paese, e invece noi comunità ce ne siamo stati a piangere o a commentare l'accaduto tornando il giorno dopo a fare il gioco delle tre scimmiette: una non vede, una non sente, una non parla. Le uniche persone che si sono fermate a riflettere sono i familiari delle "vittime", che giustamente si sono chiesti il perché di tutto quello che stava accadendo. E soprattutto loro non possono né devono essere imputati di colpe che non hanno: si parla di disagio sociale, concetto che non coincide con quello di "disagio familiare". Su quale base poggia il disagio che noi giovani stiamo vivendo? Alcuni psicologi hanno fatto un esempio semplice ma chiarificatore. Immaginiamo di dover disegnare un cerchio: è normale che non riusciremo mai a disegnare un cerchio perfetto poiché non siamo Giotto in persona. Fin qui non ci sono problemi. La stessa distonia tra il cerchio percepito e quello realizzato può essere paragonata alla distonia tra il concetto di vita che hanno i giovani e la vita che realizzano effettivamente. Ed ecco che parte il disagio: il giovane pieno di aspettative (spesso effimere e dettate dalla società) cerca di far coincidere la sua vita con il suo ideale di vita ma non attraverso la creatività, l'associazionismo, l'amore, l'istruzione eccetera, ma prendendo vie oscure, come appunto la droga. E un paese come Cagnano che alternative dà agli individui disagiati? Nessuna. Non vi sono svaghi, non abbiamo un cinema, non abbiamo un minimo di servizi e molti neanche la certezza economica che permetterebbe loro una maggiore serenità. Sono anni oramai che la situazione va avanti così, anzi sempre peggio. Certo, i problemi ci sono anche nelle grandi città ma lo Stato come ci garantisce il nostro pieno sviluppo sociale? In nessun modo, perché chi lo rappresenta continua a vivere ben seduto imperturbabile sulle sue poltrone, anzi con molta indifferenza sfrutta determinate situazioni per imporsi ancora una volta sulla vita del popolo. Evidentemente una situazione del genere fa comodo. Se la società stesse bene gli individui non verrebbero assoggettati così. Anzi.
In ogni caso c'è bisogno di un cambio di rotta perché così non si può andare avanti, ma soprattutto dobbiamo iniziare a mettere in moto il concetto di responsabilità civile. Ognuno deve sentirsi responsabile dell'ambiente in cu vive.
Anteprima del numero di Schiamazzi di Gennaio (rubrica l'Antipatico)

 

Commenti  

 
+2 # camarillo brillo 2010-01-20 23:44
triste ricordare l'adagio del vangelo che dice:-non giudicare se non vuoi essere giudicato. Invece, sempre a sproposito, i Cagnanesi, anche su un evento triste e tragico, come il suicidio, hanno velocemente e sommariamente giudicato, sentenziato e condannato. Isolandosi e ritenendosi ognuno immune da tali problematiche, ed infierendo sulla vittima oramai morta con giudizi avventati e aggiustamenti gratuiti dei particolari di cronaca in modo da ucciderla una seconda volta. Ricordiamoci invece che gli altri siamo noi. Siamo quelli che abituati a parlare senza ascoltare, sordi alle voci di aiuto delle persone che ci stanno accanto, potremmo un giorno trovarci vittime del silenzio e della indifferenza che abbiamo riservato agli altri.
 
 
+2 # Mikkele 2010-01-21 16:28
Evidentemente è molto più semplice girarsi dall'altra parte e far finta di nulla. Lo fa la politica, lo fanno le istituzioni, lo fa società, molte volte lo fa Chiesa. Del resto i politici, la Chiesa e tutta la società civile sono lo specchio della mentalità dei cittadini cagnanesi. Purtroppo negli ultimi anni il degrado morale ha raggiunto dei picchi molto alti. Viviamo con l'idea del dio denaro. E' quello che muove tutto, la politica, le iniziative culturali i convegni fatti solo per far prendere aria alla bocca senza che poi segua nulla oltre che qualche libro di dubbia validità. Difficilmente vedo iniziative con scopi diversi che raccogliere soldi con sponsorizzazion i da privati o per spillare soldi al Comune. Chi si muove senza interesse? I politici, la Chiesa, le Associazioni? Poi la gente rimane sola. Quando una persona ha un problema di disagio sociale non trova aiuti. Diventa un diverso e come tale va allontanato. Più o meno come facevano gli spartani che ammazzavano o allontanavano i soggetti più deboli. Ma chi è più forte? Quelli che dalla vita hanno avuto sempre il meglio e non sempre per meriti. Bisognerebbe, anche da parte del pubblico, assicurare un aiuto. Non con denaro che, con qualche centinaio di euro, mette a tacere momentaneamente qualche mugugno. Questo serve a tamponare con provvedimenti, il più delle volte dannosi ed assistenziali. L'aiuto che intendo è creare una rete di volontari ed assistenti sociali che possano reintegrare persone che per periodi, magari brevi, si trovano ai margini della società.
 
 
+1 # lago 2010-01-23 02:08
Mi sento molto vicino alle considerazioni di Mikkele perchè sintetizza il vero problema, l'assistenza di coloro che si sentono diversi ed emarginati dalla società. Bisogna percepire i problemi della società prima che essi bussino alle nostre porte. PREVENZIONE su tutti i fronti.
Ma caro Mikkele basta vedere i commenti su tale articolo per capire quanto sia passato inosservato l'argomento, sintomo di indifferenza.
 
 
# giuliap 2010-03-13 17:12
Assistenza????? non è con l'assistenza che si risolvono i problemi sociali ma con la prevenzione, l'integrazione, la partecipazione..... dove la persona non è più spettatore passivo ma soggetto attivo del suo percorso di aiuto, supportato da un lavoro di rete con validi professionisti...ma per arrivare a questo bisogna costruire perlomeno le fondamenta...............
 
 
# Mikkele 2010-01-23 10:55
Non è il momento di parlare di cose così importanti. Ci sono altre cose di cui discutere, agglomerati elettorali, patti trasversali prima ancora di parlare di piani programmatici (non dico per l'attività amministrativa ma almeno su che cosa si fonda un'alleanza). Del resto quel po' di assistenza che si fa a Cagnano è verso chi ha la faccia di andare a bussare (che non è per forza il più bisognoso) Penso ci siano persone disagiate che hanno l'orgoglio di non andare a chiedere la carità. L'assistenza sociale serve da queste parti per raccogliere un po' di voti. Parla con chi di dovere e vedrai che ti fanno fare qualche giorno a pulire qualche ufficio pubblico o a non far niente da qualche parte. Se fai il bravo qualcosa viene anche a te.
 

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