- Pubblicato Domenica, 08 Agosto 2010 16:02
- Categoria: Cronaca
- Scritto da Valerio Tenace
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Alla ditta incaricata di smaltire le carcasse dei capodogli non sono state rimborsate le spese dell'operazione. Marrucchelli minaccia: “se non mi rimborsano le spese dissottererò e abbandonerò le carcasse”.
Flashback – Il 10 dicembre dello scorso anno un branco di capodogli si è spiaggiato sulle coste di Capojale. Ben sette esemplari di Physeter macrocephalus hanno perso la vita a causa delle lesioni dovute allo schiacciamento degli organi interni. Le carcasse sono rimaste abbandonate in spiaggia per diversi giorni finquando il Ministro dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Stefania Prestigiacomo, ha stabilito un piano di recupero prevedendo una spesa complessiva di circa 200 mila euro. Secondo tale piano, le carcasse avrebbero dovute essere interrate in una cava nei pressi di Ischitella e Cagnano in modo da favorire lo svolgimento del processo di decomposizione in un ambiente isolato.
Il caso – Le operazioni di smaltimento delle carcasse sono state affidate alla ditta Agritur CO.GE s.r.l, di proprietà di Davide Marrucchelli, la quale ha provveduto a pianificare ed effettuare le operazioni richieste. Il terreno è stato dato in comodato d'uso alla dita da Antonio Marrucchelli (padre di Davide, NdR) in modo da favorire le operazioni di smaltimento e abbattimento dei costi. I tempi brevissimi con cui si sono dovuti svolgere tali lavori hanno fatto sì che la ditta si trovasse costretta ad anticipare i pagamenti.
A nove mesi di distanza, i proprietari della ditta non hanno ancora ricevuto nessun rimborso per le spese sostenute, sia parla di crica 500 mila euro, e la ditta rischierebbe addirittura il fallimento.
Le dichiarazioni – Il signor Antonio Marrucchelli, nei giorni scorsi, ha rilasciato alcune interviste alla stampa locale:
Lo spiaggiamento dei capodogli aveva creato non pochi problemi a tutti: dal Ministero dell’Ambiente ai responsabili dell'ente Parco del Gargano, dalla Provincia alla Prefettura, all’Asl e ai comuni interessati. Situazione che richiedeva un intervento urgente e io, che avevo un terreno a disposizione, l’ho dato in comodato ai comuni, per l’interramento dei cetacei, fino alla loro decomposizione, prevista in diciotto mesi. Facevo questo perché della rimozione e dell’interramento era stata incaricata, in via d’urgenza, la Agritur società di cui è socio mio figlio Davide. Naturalmente, per compiere le operazioni a regola d’arte, mio figlio (appena ventitreenne) ha sopportato spese ingenti , nella prospettiva che, a breve, sarebbero stati pagati tutti i costi per gli interventi. Invece, passato il santo, passata la festa.
E ancora, sempre alla Gazzetta del Mezzogiorno:
Subito dopo aver avuto l'incarico la ditta di mio figlio ha avviato i lavori d’urgenza come richiesto dalle istituzioni per risolvere quanto prima il problema delle carcasse. Per quei lavori ha sostenuto dei costi anche ingenti, ma ad oggi non abbiamo visto alcun centesimo. Mio figlio ha anticipato il 70% delle spese e ora si trova in grosse difficoltà economiche. È sull'orlo del fallimento e, da quattro mesi, non paga i dipendenti. Se i soldi non arrivano, l’unica possibilità è quella di dissotterrare i cetacei e di abbandonarli. Sono costretto a fare questo perché, dopo tutto quello che noi abbiamo fatto, nessuno ci sta aiutando.
Il legale della Agritur, l'avvocato Giuliano Iovane, ha dichiatato alla stampa che:
Fino ad oggi non si sa chi deve pagare, così come non si sa se questo finanziamento arriverà mai.
Le risposte – L'assessore all'Ambiente della provincia di Foggia, Stefano Pecorella, interpellato sulla questione, ha spiegato che la prima fattura è stata consegnata non alla Provincia di Foggia ma alla Prefettura solo il 3 agosto scorso e che comunque sarà necessario verificare i costi delle operazioni effettuate prima di completare il rimborso.
Aggiornamento del 9 agosto - In mattinata, come promesso, il signor Marrucchelli ha iniziato le operazioni di scavo. Solamente l'intervento dei militari ha impedito che le carcasse venissero dissotterrate. Il Ministero dell'Ambiente ha fatto sapere che a breve arriverà un primo assegno pari a 150 mila euro.
Resta da capire come riuscirà il Ministero a ripagare le spese paria a circa 500 mila euro sostenute dalla ditta Agritur con un finanziamento di appena 200 mila euro.
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