- Pubblicato Domenica, 21 Marzo 2010 17:20
- Categoria: Cronaca
- Scritto da Emanuele Sanzone
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CAGNANO VARANO - Un migliaio tra giovani e adulti provenienti dalle parrocchie della diocesi Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo hanno partecipato ieri qui a Cagnano alla celebrazione diocesana della XXV Giornata Mondiale della Gioventù , evento che culmina ogni tre anni con l'incontro dei giovani col papa (il prossimo è previsto l'anno prossimo a Madrid, in Spagna). Il tema portante della giornata è sintetizzato da un versetto dell'episodio del giovane ricco raccontato nel Vangelo di Marco. Il giovane ferma Gesù per strada e gli chiede: "Maestro buono, che cosa devo fare per avere in eredità la vita eterna?". Il brano, infatti, è stato più volte citato durante la giornata di ieri soprattutto nella prima parte della giornata dedicata alla preghiera.
L'ACCOGLIENZA E LA VIA CRUCIS - I giovani (e non) della diocesi sono stati accolti in piazza Giannone alle 16, dove c'è stato il raduno. Dopo questo primo momento di ristoro ha avuto luogo la Via Crucis dalla Chiesa Madre alla Chiesa di San Francesco. La Via Crucis di ieri era una Via Crucis "moderna" (per dirla con le parole del vescovo): infatti le quattordici classiche stazioni che ripercorrono le ultime ore di vita di Cristo sono state sostituite da cinque stazioni con momenti di drammatizzazione in cui sono state affrontate alcune tematiche giovanili di particolare importanza, come la cittadinanza, l'affettività, la fragilità, la festa e il lavoro accompagnate da riflessioni sulla vita dei giovani. E sono stati gli stessi giovani, infatti, a portare la croce da una stazione all'altra fino a giungere a San Francesco.
IL DISCORSO DEL VESCOVO - Una volta giunti nella Chiesa di San Francesco è stato il vescovo di Manfredonia, monsignor Michele Castoro a prendere la parola: "Innanzitutto voglio ringraziare il Signore per questo momento di festa che ci ha regalato. Abbiamo percorso le stazioni di questa Via Crucis moderna su alcuno nodi della vita di oggi. Dobbiamo soffermarci sulla nostra responsabilità nel mondo in cui viviamo. Non dobbiamo vivere da semplici spettatori che vedono come va a finire: sarebbe come stare in stazione senza mai prendere il treno. Bisogna sfruttare le nostre doti per portare maggiore serenità alla nostra società. Il papa per i venticinque anni della Gmg ha dato maggiore rilievo a questo appuntamento. Anche noi abbiamo dato una importanza maggiore. Per noi non si è trattato di una Via Crucis ma di una Via Lucis, cioè la via della luce che traspare dai vostri occhi ma soprattutto dal vostro cuore". Monsignor Castoro poi si è soffermato sul tema della giornata e sull'episodio del giovane ricco: "Il giovane ricco chiede a Gesù qual è il senso pieno della sua vita. Anche noi ci poniamo ogni giorno degli interrogativi che ci rendono inquieti. Domande del tipo: come farò a realizzarmi? Come si raggiunge la felicità? Cosa sarà di me da grande? Guai se i giovani non sono inquieti. L'inquietudine è il primo passo per avere una risposta da Gesù. Come il giovane ricco, molti giovani già seguono le leggi di Dio, ma si limitano a rispettarle con superficialità: manca il mettere Dio al primo posto. Il giovane ricco, che si scopre attaccato alle sue ricchezze, era ancora troppo fiero di sé. Gesù vuole che la nostra vita sia svuotata dal nostro egoismo. Tutti dobbiamo porci l'interrogativo su quale sia il progetto di Dio per noi".
LA FESTA-CONCERTO - - Intorno alle 19 l'attenzione è tornata su piazza Giannone dove c'è stata la festa-concerto. A movimentare la piazza, i Figli di Bacco, band di San Giovanni Rotondo che ha eseguito pezzi di De André e brani di musica italiana. Numerosi gli stand: i ragazzi delle quarte del liceo De Rogatis che a maggio organizzeranno Azione Aiuto hanno venduto cibo e bevande per sostenere il loro progetto. C'erano i volontari dell'AIL (Associazione Italiana Contro le Leucemie) che hanno venduto le tradizionali Uova di Pasqua (in vendita fino ad oggi) mentre si raccoglievano fondi anche per la costruzione a Manfredonia di una casa di cura per portatori di handicap dedicata a don Mario Carmone. Gli organizzatori hanno poi ringraziato tutte le realtà giovanili della zona, i gruppi musicali che hanno partecipato al concerto del 6 marzo a Carpino, i giovani che hanno partecipato alla corsa Vico - Ischitella il 21 febbraio e tutte le forze scese in campo per la realizzazione della Giornata. Dopo il concerto i ragazzi della diocesi sono tornati nei loro paesi, arricchiti dall'esperienza di una giornata piacevole per i protagonisti, ma anche per l'intero paese che ha accolto l'evento.
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