- Pubblicato Sabato, 12 Dicembre 2009 14:39
- Categoria: Cronaca
- Scritto da Emanuele Sanzone
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L'avvistamento dei capodogli è avvenuto intorno alle 15 sull'Isola Varano nei comuni di Cagnano Varano e Ischitella. All'inizio voci non confermate parlavano di addirittura nove/dieci esemplari, mentre poi si è scoperto che in realtà erano sette, di cui quattro morti e tre agonizzanti. Abbiamo ascoltato Tommaso Scirocco del CNR di Lesina su questo disastro ambientale.
Questi ultimi tre non era possibile recuperarli?
Saputa la notizia abbiamo da subito ascoltato il parere del Ministero dell'Ambiente. Infatti il Gruppo di ricerca sui cetacei delegato dal Ministero ci ha immediatamente sconsigliato ogni tipo di soccorso o tentativo di rimettere in mare i capodogli. I cetacei hanno infatti subito gravi lesioni corporali durante l'arenamento. Il tempo, inoltre, non avrebbe permesso un'operazione simile. Il rischio era troppo alto mentre le probabilità di recupero erano bassissime. Il semplice movimento della coda avrebbe potuto mettere in repentaglio la vita dei soccorritori.
E adesso qual è il prossimo passo da compiere?
Il gruppo di ricerca sui cetacei di Padova ha auspicato la rimozione delle carcasse dalla costa, sia per l'igiene pubblica, sia perché la spiaggia non è il luogo più adatto per sventrare le carcasse e prelevare i campioni: si dovrebbe chiudere l'intera area, cosa quindi impossibile. D'altro canto però i sindaci dei Comuni interessati, Cagnano Varano e Ischitella, hanno posto il problema del trasporto: come e dove portarli? I costi del trasporto da chi verranno coperti? A queste due domande hanno risposto Prefettura e Ministero che hanno promesso tutto il sostegno necessario all’impresa con un piano d’azione mirato.
Dove verranno portate le carcasse?
In realtà ancora non si sa dove trasportare i corpi dei capodogli. In un primo momento si era pensato alla "Duna" ma l'ipotesi più accreditata è quella di una vecchia cava di Cagnano.
Dopo i prelievi cosa se ne farà delle carcasse?
Ancora non si sa con certezza, però la volontà dei Comuni, della Provincia e dei cittadini è quella di riutilizzare gli scheletri dei capodogli per uso didattico, magari un’esposizione museale.
Perché si sono arenati?
Un vero e proprio motivo non c’è. I cetacei vivono in gruppi e il gruppo a cui appartenevano questi esemplari era abbastanza numeroso. I cetacei vengono guidati da una femmina (si parla di gruppi matriarcali) seguita dagli altri immaturi o dalle altre femmine. Una caratteristica dei cetacei è che quando un esemplare è in difficoltà gli altri gli vanno in soccorso. Evidentemente è accaduto anche in questo caso: un esemplare è andato fuori rotta e gli altri hanno cercato di soccorrerlo. Anche dopo il prelievo dei campioni sarà difficile dare una risposta a questa domanda perché non si hanno dei parametri di valutazione, ma gli esperti cercheranno comunque di far luce sull’episodio.
Soprattutto perché è raro un episodio del genere.
L'arenamento è sì un episodio raro ma soprattutto grave: essendo il capodoglio una specie in via di estinzione, la morte di sette esemplari preoccupa un bel po’. Non è raro, invece vederli nel Mediterraneo, dove si avvistano abitualmente.
Pubblicato su 'L'Attacco' di oggi
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